giovedì 22 novembre 2012

zampillare


Zampillando dalla fonte
l’acqua arzilla sgorgava a fiotti
ed io bevvi gongolando.

viluppo


Il cacciatore di mare s’invischiò in un intricato viluppo di alghe
che come braccia marine
lo trattennero sul fondo.

vezzo


Passeggiando fra gli orti con malizia studiata
mi prese il vezzo di trastullarmi fra i vizi e in pigrizia
e deliziarmi con frivole fragole
rubacchiate qua e là con astuzia.

velleità


Avvinto dalle velleità cui aspirava
lasciò cadere il progetto senza scampo;
era ardito e se ne rese conto.

uggia


Piove da giorni ,
regna la noia e il disagio è nel porticato;
intrisi d’ombra nell’umido anfratto
umori grigi aleggian nell’uggia.

tremulo


Il tenero ramoscello tremulo
sgocciola mentre pioviggina.

scaltrezza


L’uomo dalla mente affilata
con scaltrezza
tagliò la corda.

sagace


L’uomo dalla mente sagace
preparò la griglia
poi creò la brace.

refolo


Tremula l’anima inquieta nel refolo,
solletica il vento.

rasposo


Mi diede una tenera carezza
resa rasposa dai calli degli anni sui palmi,
poi mi addormentai.

quisquilia


Ho una voglia di non so che,
di una quisquilia che mi diletti:
forse è la voglia di caffè.

querulo


Nel tempio colmo d’echi antichi
le voci querule dei credenti in preghiera
risuonavano come lamenti strazianti.

pastrocchio


Prima d’imbiancare,
sicuro di non esser visto,
impiastricciò il pennello 
e fece un pastrocchio sul muro.

orpello


Il generale ferito scappò nella boscaglia
e la foresta se lo inghiottì;
rimasero di lui solo gingilli e orpelli
i banali trastulli dell’inutile guerra.

nefandezza


Scelse le parole a misura
poi placido le espose con noncuranza,
ma il succo del discorso,
nonostante i dettagli e la cura
era nefandezza pura.

millantare


La madre protettiva
non smetteva di millantarne le virtù;
eppure era lampante,
sua figlia aveva un carattere impossibile.

madore


Prima forse un leggero batticuore,
poi d’improvviso il madore
velò di rosa il suo viso
e fu umido in paradiso.

lezzo


Quando aprì bocca per dire la sua
fui invasa da un orribile lezzo,
mi si capovolse lo stomaco
salì il ribrezzo,
inoltre quello che disse
mi lasciò di sasso.

lancinante


Quando all’improvviso
il marito furente le sfregiò il viso
fu colta da una fitta lancinante,
poi trattenne un sorriso.

improvvido


Occhi improvvidi
fissano il sole
e vedon le stelle.

grinza


Mise pane e vino sul tavolo,
la tovaglia non faceva una grinza,
e cena fu fatta.

giaciglio


Fra i pezzi di puzzle caduti nel prato
uno ha trovato tra i fili d’erbetta
il giaciglio perfetto per stare a sognare.
Era il pezzo mancante.

flutto


Sciaborda
nel flutto
la musica dell’onda.

fisima


Quatto quatto nella testa
un pensiero si riduce
e si ostina a riprodursi;
è una fisima che infesta.

erubescenza


Il pomodoro dimenticato nell’orto
troppo maturo e colmo di semi
scoppiò in erubescenza
sotto l’occhio impietoso
del sole d’agosto.

effimero


Affranto
da un giudizio effimero
s’affievolì nell’animo.

divellere


Pregno di fumi e oppiacei
fu inesorabilmente divelto dalla sua personalità
e perse sé stesso in un bicchiere di acqua.

denigrare


Smisero di urlarsi contro,
solo quando
in accordo
denigrarono un altro.

coriaceo


Carpire le emozioni
di quell’uomo coriaceo dal viso incartapecorito
era un impresa impossibile,
così immaginò per lui sentimenti improbabili.

caduco


Non trovando sé stesso
nel volto rugoso riflesso
riconobbe le caduche spoglie
di un vecchio qualunque.

bruscolo


È abbastanza un bruscolo
portato dal vento a ravanar nell’occhio
per seminar lacrime.

aborracciare


Senza ispirazione
abborracciò una frase,
tanto per scrivere.