sabato 20 aprile 2013

venerdì 19 aprile 2013

domenica 14 aprile 2013

un salto in paradiso


Saltando a piè pari sul cielo infinito
arrivò dritto sulla terra in paradiso,

mentre sul suo sorriso a vanvera
schizzavan spruzzi di pozzanghera.

venerdì 11 gennaio 2013

giovedì 22 novembre 2012

zampillare


Zampillando dalla fonte
l’acqua arzilla sgorgava a fiotti
ed io bevvi gongolando.

viluppo


Il cacciatore di mare s’invischiò in un intricato viluppo di alghe
che come braccia marine
lo trattennero sul fondo.

vezzo


Passeggiando fra gli orti con malizia studiata
mi prese il vezzo di trastullarmi fra i vizi e in pigrizia
e deliziarmi con frivole fragole
rubacchiate qua e là con astuzia.

velleità


Avvinto dalle velleità cui aspirava
lasciò cadere il progetto senza scampo;
era ardito e se ne rese conto.

uggia


Piove da giorni ,
regna la noia e il disagio è nel porticato;
intrisi d’ombra nell’umido anfratto
umori grigi aleggian nell’uggia.

tremulo


Il tenero ramoscello tremulo
sgocciola mentre pioviggina.

scaltrezza


L’uomo dalla mente affilata
con scaltrezza
tagliò la corda.

sagace


L’uomo dalla mente sagace
preparò la griglia
poi creò la brace.

refolo


Tremula l’anima inquieta nel refolo,
solletica il vento.

rasposo


Mi diede una tenera carezza
resa rasposa dai calli degli anni sui palmi,
poi mi addormentai.

quisquilia


Ho una voglia di non so che,
di una quisquilia che mi diletti:
forse è la voglia di caffè.

querulo


Nel tempio colmo d’echi antichi
le voci querule dei credenti in preghiera
risuonavano come lamenti strazianti.

pastrocchio


Prima d’imbiancare,
sicuro di non esser visto,
impiastricciò il pennello 
e fece un pastrocchio sul muro.

orpello


Il generale ferito scappò nella boscaglia
e la foresta se lo inghiottì;
rimasero di lui solo gingilli e orpelli
i banali trastulli dell’inutile guerra.

nefandezza


Scelse le parole a misura
poi placido le espose con noncuranza,
ma il succo del discorso,
nonostante i dettagli e la cura
era nefandezza pura.

millantare


La madre protettiva
non smetteva di millantarne le virtù;
eppure era lampante,
sua figlia aveva un carattere impossibile.

madore


Prima forse un leggero batticuore,
poi d’improvviso il madore
velò di rosa il suo viso
e fu umido in paradiso.

lezzo


Quando aprì bocca per dire la sua
fui invasa da un orribile lezzo,
mi si capovolse lo stomaco
salì il ribrezzo,
inoltre quello che disse
mi lasciò di sasso.

lancinante


Quando all’improvviso
il marito furente le sfregiò il viso
fu colta da una fitta lancinante,
poi trattenne un sorriso.

improvvido


Occhi improvvidi
fissano il sole
e vedon le stelle.

grinza


Mise pane e vino sul tavolo,
la tovaglia non faceva una grinza,
e cena fu fatta.

giaciglio


Fra i pezzi di puzzle caduti nel prato
uno ha trovato tra i fili d’erbetta
il giaciglio perfetto per stare a sognare.
Era il pezzo mancante.

flutto


Sciaborda
nel flutto
la musica dell’onda.

fisima


Quatto quatto nella testa
un pensiero si riduce
e si ostina a riprodursi;
è una fisima che infesta.

erubescenza


Il pomodoro dimenticato nell’orto
troppo maturo e colmo di semi
scoppiò in erubescenza
sotto l’occhio impietoso
del sole d’agosto.

effimero


Affranto
da un giudizio effimero
s’affievolì nell’animo.

divellere


Pregno di fumi e oppiacei
fu inesorabilmente divelto dalla sua personalità
e perse sé stesso in un bicchiere di acqua.

denigrare


Smisero di urlarsi contro,
solo quando
in accordo
denigrarono un altro.

coriaceo


Carpire le emozioni
di quell’uomo coriaceo dal viso incartapecorito
era un impresa impossibile,
così immaginò per lui sentimenti improbabili.

caduco


Non trovando sé stesso
nel volto rugoso riflesso
riconobbe le caduche spoglie
di un vecchio qualunque.

bruscolo


È abbastanza un bruscolo
portato dal vento a ravanar nell’occhio
per seminar lacrime.

aborracciare


Senza ispirazione
abborracciò una frase,
tanto per scrivere.

domenica 12 agosto 2012

mercoledì 9 maggio 2012

a tratti


Brevi
zone dove posare lo sguardo,
per un istante
sulla punta della lingua.
Memoria.

lunedì 9 aprile 2012

nell'imbarazzo


È che,
delimitando le tue occhiate nel territorio del tollerato
costringendole lungo il confine del consentito,
mostrasti per esclusione e con evidenza perversa
i tuoi  più segreti desideri pellegrini.

Questo e quant’altro fu quello che esposero quel giorno i tuoi occhi impacciati
che incespicavano nei dettagli cercando poi inutilmente 
di percorrere a ritroso il tuo estro,
lasciandoti al contempo consapevole che nulla di tutto ciò  le era sfuggito e che anzi , proprio di questo e pure parecchio
si stava beando.

Lei ti vide.
Tu te ne accorgesti,
lei credeva di non esser vista. 

domenica 8 aprile 2012

fra me e me


A volte sembri non voler riconoscere
quel me medesimo
che ti fa “ciao” dall’altra parte di te stesso.

Altre volte
semplicemente
ricambi il saluto.

proprio così


Avresti fatto tanto di quel bel niente
che a niente sarebbe valso spronare la mente.

Così avrei fatto,
proprio così.

venerdì 30 marzo 2012

bello sputo


Diede un colpo di tosse
raccolse un grumo di saliva densa in fondo alla gola
e circoncise il suo sputo
proiettandolo in una soffiata
a lato del marciapiede.

martedì 27 marzo 2012

lunedì 26 marzo 2012

così è deciso


All’improvviso,
così è deciso
ti dirò quando
e te lo dirò urlando.

Ad un tratto
farò uno scatto
e senza posa
ti dirò qualcosa.

domenica 25 marzo 2012

spensierato


Abbassando il tettuccio del suo cervello decappottabile,
prese a godere dell’aria sfacciata.

Come pollini di primavera
si dispersero i pensieri liberati nel vento.

venerdì 23 marzo 2012

privo di contenuti

Non trovò nulla.
Il frigo era vuoto,
la dispensa deserta,
le marmellate finite.

Svitato il coperchio,
il vasetto sconvolto
fece un urlo
e si riempì di nulla fino all’orlo.

venerdì 16 marzo 2012

imbestialito



Il vento violento

strappò a morsi
il vestito dell’onda,


poi

sbranò ululando
la pelle dell’acqua.

venerdì 9 marzo 2012

perplesso



Perplesso
con il sorriso
appena smesso.

Stampato in volto
resta piegato
come un risvolto.

giovedì 8 marzo 2012

non conta


Sessantadue volte fece ritorno 
il sorriso sul viso
quel giorno preciso.

Il giorno seguente,
con nessuno che contasse,
non contava più contare.

Allora prese a rifarlo
e senza contarlo
non smise di farlo.